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In psicologia, la resilienza è la capacità di un individuo di saper affrontare e superare un evento traumatico o un periodo difficile. In ambito aziendale questa risorsa si identifica nella capacità dell’azienda stessa di affrontare le turbolenze e le criticità di mercato in maniera costruttiva, adattandosi al cambiamento senza soccombere.

La crisi provocata dalla diffusione del COVID-19 ha danneggiato e in alcuni casi addirittura compromesso il futuro delle imprese; nell’incertezza sul non sapere come e se riusciranno a riaprire greenlance promuove #recovery, una campagna che racchiude progetti ad interventi mirati, volti ad aiutare le realtà colpite, con l’obiettivo di eliminare la chiusura dalle possibilità contemplate.

La transizione ad un modello di business sostenibile porta con sé numerosi vantaggi, tra cui la riduzione dei costi, l’aumento del fatturato e l’accesso a cospicui finanziamenti. Ma andiamo ad esaminare più in dettaglio tre dei più importanti benefici conseguenti.

energy-managementAffermare che la sostenibilità sia la chiave per una maggiore produttività non basta, fondamentale è infatti confermare queste parole con dei dati affidabili: la Relazione sullo stato della Green Economy in Italia del 2015, ad esempio, ha dimostrato come nel 2014 le imprese green (22%) che hanno aumentato il fatturato sono state il doppio delle imprese che invece non hanno puntato su una innovazione sostenibile (10,2%). 

Inoltre, andando ad indagare le abitudini dei consumatori, si riscontra un sostanziale cambiamento di prospettiva, mutamento velocizzato e ampliato anche dal periodo di crisi appena vissuto: è infatti emerso dalle recenti ricerche di mercato come la pandemia abbia messo in discussione i nostri modelli di consumo e di gestione dei rifiuti, causando una riduzione delle emissioni di gas serra, del traffico e dell’inquinamento.  Oggi il 73% dei consumatori è interessato non esclusivamente al prodotto che acquista, ma anche ai valori dell’azienda produttrice, dimostrando come puntare su un’economia green generi all’impresa un aumento del valore del brand e un miglioramento dell’immagine (fonte: BBMG). Al contrario, una scarsa performance in termini ambientali, oltre a non stimolare le vendite, può addirittura causare gravi danni reputazionali difficili da recuperare.

In prima linea, a credere nelle potenzialità della green economy vi è l’UE che, consapevole dei costi necessari per effettuare questo tipo di transizione, ha attivato un programma di sovvenzionamento per le aziende che si dimostrano interessate a rendere le proprie filiere produttive più sostenibili. L’ambizioso piano di azzerare l’impatto climatico dell’Europa entro il 2050, si concretizzerà infatti attraverso un piano di investimenti dal valore di mille miliardi di euro.

Anche il 2030 sarà un anno importante per il nostro paese in materia di obiettivi sostenibili, poiché entro questa data i governi dei 193 Paesi membri dell’ONU si impegneranno a portare avanti il programma d’azione stilato nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. L’Agenda ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – Sustainable Development Goals, SDGs – in un grande programma d’azione, per un totale di 169 ‘target’ o traguardi.

Nonostante puntare sulla sostenibilità sia una scelta strategicamente vincente, noi di greenlance sappiamo quanto sia difficile convertire il proprio modello di business quando si è in difficoltà o non si conosce il percorso da seguire.

È partendo da questi presupposti che nasce la campagna #recovery, dall’obiettivo di fornire strumenti semplici e mirati a piccole e medie imprese danneggiate dalla pandemia, per aiutarle a rialzarsi e ripartire, a testa alta.

Per ricevere maggiori informazioni in merito al progetto #recovery 
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