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La strategia Farm to Fork, tra i pilastri dell’European Green Deal, promette grandi opportunità per le imprese

Lo scorso 20 maggio la Commissione europea ha pubblicato la tanto attesa strategia Farm to Fork, che definisce gli obiettivi per riformare il settore agroalimentare europeo. Cuore pulsante dell’European Green Deal, l’ambizioso programma politico della Commissione Von Der Leyen, conferma l’intenzione di voler trasformare il modo con cui il cibo viene prodotto, distribuito e consumato in Europa. Si tratta del primo grande tentativo di politica alimentare dell’Unione europea per conciliare il sistema alimentare con le esigenze del pianeta, e per rispondere positivamente alla crescente richiesta di cibo sano, equo ed ecologico, in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile definiti dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per il 2030. 

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La crisi del coronavirus ha dimostrato quanto siamo tutti vulnerabili e quanto sia importante ristabilire l’equilibrio tra attività umana e natura. Al centro del Green Deal le strategie di biodiversità e Farm to Fork puntano a un nuovo e migliore equilibrio tra natura, sistemi alimentari e biodiversità; proteggere la salute e il benessere dei nostri cittadini e allo stesso tempo aumentare la competitività e la resilienza dell’UE. Queste strategie sono una parte cruciale della grande transizione che stiamo intraprendendo Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo della Commissione europea.

L’impatto ambientale del settore agroalimentare

È indubbio che il settore agroalimentare sia a pieno titolo inserito nelle sfide della transizione verso la sostenibilità. Ad esso sono imputate oltre un quarto (26%) delle emissioni di gas serra di origine antropogenica, il 70% del consumo totale di risorse idriche, e il 50% dell’uso di terra abitabile. Inoltre, è tra i principali responsabili dell’inquinamento da fosfati, nitrati e ammoniaca, nonché la principale causa di eutrofizzazione delle acque e di perdita di biodiversità. Senza contare che l’agricoltura intensiva è oggi accusata di essere tra i principali fattori che guidano la deforestazione nei paesi tropicali e subtropicali.

Appare chiaro che nessun obiettivo per un’Europa a impatto climatico zero, più giusta, prospera ed efficiente – in una parola, sostenibile – potrà mai essere raggiunto senza una decisa azione mirata al settore agroalimentare.

Un approccio olistico per realizzare la transizione

Farm to Fork, dalla forca alla forchetta, dice il nome. Finora le politiche adottate sono state settoriali, centrate cioè su un singolo ambito di azione, rivelandosi spesso incompatibili l’una con l’altra. La Farm to Fork, invece, promette di affrontare in modo olistico le sfide dei sistemi alimentari, affrontando problematiche lungo l’intera catena del valore, dalla produzione allo stoccaggio, dalla trasformazione al trasporto, dal commercio al consumatore finale.

Per dare avvio a questa transizione ecologica, la Farm to Fork pone obiettivi ambiziosi, che concorrono alla riduzione dell’inquinamento di acqua, aria e suolo, a cui si somma una spinta all’efficientamento energetico ed una riduzione dello spreco alimentare da ottenere attraverso ad un approccio circolare lungo tutta la filiera, in un’ottica di riduzione dei consumi di energia e materie prime.

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Garantire che gli europei possano contare su alimenti sani, economicamente accessibili e sostenibili
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Far fronte ai cambiamenti climatici
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Proteggere l’ambiente e preservare la biodiversità
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Garantire un giusto compenso economico nella catena alimentare
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Potenziare l’agricoltura biologica

Farm to fork: quali opportunità per le imprese

Per centrare questi obiettivi, verranno messi a disposizione oltre 1 miliardo di euro del programma Horizon 202010 miliardi di euro del programma Horizon Europe per le attività di Ricerca e sviluppo riguardanti i prodotti alimentari, la bioeconomia, le risorse naturali, l’agricoltura, la pesca, l’acquacoltura e l’ambiente.

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Inoltre, per accelerare l’innovazione e il trasferimento delle conoscenze, la Commissione collaborerà con gli Stati Membri per rafforzare il ruolo di EIP-AGRI, il partenariato europeo per l’innovazione “Produttività e sostenibilità dell’agricoltura”, nei Piani Strategici PAC, mentre il Fondo europeo di sviluppo regionale – FESR investirà in innovazione e collaborazione lungo le filiere agroalimentari. 

A queste iniziative, si sommeranno servizi di consulenza aziendale quali strumenti per il trasferimento di conoscenze relative agli obiettivi della PAC e della strategia Farm to Fork, mentre il Fondo InvestEU promuoverà gli investimenti nel settore agroalimentare facilitando l’accesso ai finanziamenti per le PMI e le società a media capitalizzazione. Non ultimo, nel quadro della Tassonomia dell’Unione europea (i.e., il regolamento approvato a giugno 2020 per facilitare gli investimenti sostenibili) verrà mobilitato il settore finanziario affinché investa green anche nel settore agricolo e della produzione alimentare. 

La strategia Farm to Fork promette dunque grandi opportunità per le imprese che vorranno accettare la sfida della Commissione europea per una transizione del settore agroalimentare verso un futuro più sostenibile, giusto e innovativo.

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